Paziente – Valutazione

LA METODOLOGIA DI DIAGNOSI E TERAPIA MECCANICA SECONDO MCKENZIE.

Come il metodo McKenzie può aiutare chi soffre di mal di schiena:

Perché:
valuta individualmente il paziente, al fine di scoprire quale è il meccanismo di produzione del dolore e di escludere controindicazioni alla terapia meccanica. McKenzie ha evidenziato tre meccanismi di produzione della sintomatologia: sollecitazione eccessiva di tessuti sani: il paziente soffre di una sindrome da postura stiramento di tessuti accorciati o contratti: il paziente soffre della sindrome da disfunzione disturbo della posizione di riposo delle articolazioni: il paziente soffre della sindrome da derangement il trattamento è diverso per ogni paziente e relativo alla diagnosi meccanica raggiunta. Il trattamento è soprattutto un auto trattamento, comprendente correzioni posturali ed esercizi specifici per quel paziente. Scopo della terapia è in primo luogo risolvere l’episodio in corso ma, soprattutto impedire le recidive. La prevenzione quindi non è un’appendice della terapia, ma il vero fine da raggiungere.

Quindi:
analisi individuale, trattamento (auto trattamento), in relazione alla sindrome del paziente prevenzione di episodi futuri come scopo più elevato della terapia.

Ci sono anche metodi fai da te?
Non lo so, il metodo McKenzie enfatizza l’auto trattamento dopo la diagnosi meccanica

Ci sono pratiche per prevenire il mal di schiena?
Per McKenzie tre sono i fattori predisponenti al mal di schiena: posizione seduta scorretta prevalenza della flessione. La limitata capacità di piegarsi all’indietro, estendendo la colonna. Occorre tener conto di questi tre fattori, per prevenire la possibilità di altri episodi. La posizione seduta: (ciascuno mentre avanza nella lettura pensi a quante ore ci sta ogni giorno) è una posizione che, se mantenuta a lungo, pone la colonna vertebrale in posizione arrotondata, annullando la lordosi fisiologica Questo determina delle distorsioni nelle strutture della colonna vertebrale. Come agire per prevenire? la cosa migliore è quella di stare seduti diritti, mantenendo la lordosi fisiologica, mantenendo cioè, anche in posizione seduta, quella curvatura nella parte bassa della schiena che si ha in posizione eretta. Se seduti su una sedia fornita di schienale, la cosa migliore è quella di utilizzare un rotolo lombare McKenzie. E’ un cuscino cilindrico da collocare all’altezza della vita che dà una spinta meccanica per mantenere nella schiena la lordosi fisiologica. Diverso è il discorso per quelle volte in cui si è seduti senza schienale: per mantenersi seduti corrett,i occorre allenare la consapevolezza posturale. Bisogna essere in grado di percepire quando la schiena smette di essere nella posizione corretta. Esiste un semplice esercizio per raggiungere questa consapevolezza.
ATTENZIONE: Prenditi cura della tua schiena nella posizione seduta, stai seduto dritto utilizzando il rotolo lombare Comunque alzati ogni 30 minuti e sgranchisciti!

Prevalenza della flessione, limitata capacità di piegarsi all’indietro, estendendo la colonna
È impossibile non flettersi durante la nostra vita. Stare a lungo in una posizione flessa può però creare delle distorsioni dolorose. La prevalenza della flessione determina una ridotta capacità di piegarsi all’indietro, estendendo la colonna.
La schiena si fa più rigida… è il primo passo verso il dolore. Che cosa si può fare? Piegarsi all’indietro. Lo si può fare in modo progressivo seguendo i seguenti passi:
mettersi sdraiati in posizione prona da proni sistemati in appoggio sui gomiti utilizzando le braccia effettuare, ripetuti piegamenti all’indietro. Iniziando lentamente ed in progressione cercare di raggiungere la massima escursione possibile di movimento se, durante la giornata, non si ha la possibilità di mettersi sdraiati, ci si può piegare all’indietro in stazione eretta.
Effettuare questi movimenti serve a mantenere la schiena elastica ed a bilanciare le distorsioni che avvengono nella schiena, in relazione ai continui movimenti di flessione in avanti che si effettuano durante una normale giornata: da quando ci si china sul lavandino al mattino per lavarsi la faccia a quando, la sera, ci si china per togliersi scarpe e calze e mettersi a letto.

ATTENZIONE: Prenditi cura della tua schiena con movimenti specifici: mattina e sera mettiti in posizione prona ed effettua 10 ripetizioni dell’esercizio di estensione da sdraiato. Se durante la giornata sei costretto a posizioni in flessione prolungata:
interrompile! piegati più volte all’indietro nella posizione eretta. Ricorda che la riduzione veloce della capacità di piegarti all’indietro è l’anticamera di un nuovo episodio di dolore. Se prenderti cura della tua schiena nel modo qui prospettato non ti aiuta a stare lontano da nuovi episodi di dolore, hai bisogno di un fisioterapista o di un medico competente di problemi meccanici della colonna. Con lui metterai a punto il programma di esercizi e di correzioni posturali a te più adatto per prevenire ulteriori episodi.

DI QUALE MAL DI COLLO SOFFRI?

Da tanto soffri di “cervicale”, i dolori vanno e vengono, ma ti sembra che, da un po’ di tempo a questa parte vengano più facilmente e se ne vadano più lentamente. Hai letto tanto a riguardo ma non ne hai tratto soddisfazione, soprattutto perché non riesci a capire a fondo la causa dei tuoi dolori; perché mi vengono? A volte ti stupisci anche quando se ne vanno, perché ti sembra che scompaiano indipendentemente dalle cure che fai.
Il tuo è un problema molto diffuso. In tutto il mondo.
Nel caso in cui il dolore non si possa attribuire ad un trauma improvviso (come il cosiddetto “colpo di frusta”), le cause del dolore sono da ricercare nelle errate posizioni che tutti i giorni ognuno di noi assume, costringendo la colonna vertebrale a posizioni innaturali. Il dolore nasce quando l’articolazione che unisce due vertebre è in una posizione che stira eccessivamente i tessuti molli circostanti. Molto spesso, l’eccessivo stiramento può essere causato semplicemente da posizioni sbagliate. Le posture scorrette sottopongono il collo a una tensione non grave (meno brusca rispetto ad un trauma improvviso), ma prolungata nel tempo. La reazione del nostro corpo a queste posture è la produzione di dolore, la cosiddetta cervicalgia (dolore al collo).
Dal collo poi, il dolore si può irradiare alla parte superiore di entrambe le spalle o alle scapole, oppure può proseguire fino al gomito, al polso e alla mano, provocando formicolii e intorpidimento. In alcune persone può provocare dolore al capo. Lo spostarsi del dolore o dei sintomi lontano dalla colonna vertebrale, da dove originano, è significativo di un peggioramento.
Prova a compilare l’ “Auto test del tuo collo” per verificare quale può il meccanismo che sta alla base del tuo dolore.
Vai nel Area Mal di collo autotrattamento saranno evidenziate le attenzioni posturali e gli esercizi da svolgere per prenderti cura del tuo collo.

  • Vi sono momenti durante la giornata, movimenti o posizioni che assumi, che fanno scomparire completamente il dolore, anche solo per pochi minuti?
  • Puoi escludere di produrti formicolii alle mani e/o gambe, se fletti la colonna cervicale, ad esempio guardando in basso?
  • Puoi escludere di soffrire di vertigini, senza avere male al collo?
  • Il riposo notturno dà sollievo ai tuoi sintomi?
  • Hai più di 15 anni?
  • Puoi escludere di aver avuto, nei giorni immediatamente precedenti all’insorgenza dei tuoi sintomi, un trauma alla tua colonna?
  • Puoi escludere di aver provato la sensazione di non riuscire a comandare adeguatamente le gambe, che si muovono a scatti (cammino in coordinato – spastico)?

Nel caso in cui tu risponda negativamente a una di queste domande, consulta subito il tuo medico

CHE SINDROME DI MAL DI COLLO SOFFRI?

N.B. questo test NON vuole fornirvi una diagnosi medica, ma verificare la probabilità che avete di appartenere ad una sindrome o ad un’altra. Se soffrite di mal di collo per prima cosa necessitate di una visita medica.
Barrare una sola delle risposte, sommare i punti corrispondenti, confrontate la somma ottenuta con i risultati.

1. Quanti anni hai?

  • meno di 30 anni: 1 punto
  • tra 30 e 55 anni: 5 punti
  • più di 55 anni: 4 punti

2. Quando hai dolore, per aiutarti preferisci:

  • mantenere una posizione fissa (ad esempio sdraiarti immobile): 4 punti
  • cambiare frequentemente posizione: 2 punti

3. Come si produce il dolore?

  • mentre muovete il collo (ad es. mentre alzate la testa dal cuscino, mentre sollevate la testa dopo aver guardato in basso): 6 punti
  • quando raggiungete la massima articolarità che è consentita (ad es. quando siete, parcheggiando l’aiuto, alla massima rotazione): 4 punti
  • quando mantenete una posizione per un periodo di tempo prolungato (ad es. stando seduti al computer): 1 punto

4. Qual è la zona più lontana dalla colonna vertebrale ove avvertite i sintomi?

  • i sintomi sono vicino alla colonna vertebrale e compaiono sia in zona cervicale che toracica che lombare: 1 punto
  • zona cervicale solamente: 2 punti
  • zona cervicale che si arradiano ma non al di sotto del gomito: 3 punti
  • zona cervicale che si arradiano al di sotto del gomito: 4 punti
  • i sintomi si spostano avvicinandosi ed allontanandosi dalla colonna vertebrale: 5 punti
  • i sintomi coinvolgono il cranio, è presente nausea e/o vertigini senza che il collo faccia male: vai direttamente ai risultati

5. Il dolore si accompagna all’impossibilità di effettuare alcuni movimenti o ad un blocco/rigidità della cervicale?

  • sì: 4 punti
  • no: 1 punto

6. Il dolore si modifica come sede e/o si riduce di intensità effettuando dei movimenti o mantenendo certe posizioni con la colonna cervicale?

  • sì: 2 punti
  • no: vai direttamente ai risultati

7. Se vi sono dei movimenti che producono il vostro dolore, il dolore viene prodotto ogni volta che effettuate quel movimento?

  • sì: 2 punti
  • no, alle volte me lo produce ed altre no: 4 punti
  • alle volte lo produce in zone diverse del mio corpo: 5 punti

8. Se è il mantenere una posizione che vi produce dolore (ad es. stare seduto, in piedi o sdraiato), il dolore rimane dopo che avete cambiato posizione?

  • sì: 5 punti
  • no: 1 punto

9. Se è effettuare uno o più movimenti (ad es. guardare in basso, guardare il alto, ruotare la testa) che vi produce dolore, questo rimane quando tornate in posizione di partenza?

  • sì: 5 punti
  • no: 2 punti

10. Tossire o starnutire produce od aumenta i tuoi dolori o sintomi?

  • sì: 4 punti
  • no: 1 punto

RISULTATI:
Se hai risposto positivamente alle domande 4f e 6b, consulta al più presto il tuo medico
Punteggio sino a 14: sindrome da postura.
Stai sforzando la tua colonna cervicale ma ancora non sono avvenute modificazioni patologiche, aiutala stando ben attento alla sua postura, cerca di condurre una vita meno sedentaria.
Punteggio tra 14 e 21: sindrome da disfunzione. Hai abusato della tua colonna cervicale, questa è guarita, ma non è più forte come una volta, occorre studiare un piano di esercizi terapeutici per rinforzarla. Inizia usando l’esercizio che ti produce il dolore quando arrivi alla fine del movimento, il dolore dovrebbe sciogliersi in due settimane di esercitazioni. Ricorda che una colonna meno abile a resistere alle sollecitazioni, deve essere aiutata mantenendola in una posizione corretta.
Punteggio maggiore di 21: sindrome da derangement. Le strutture della tua colonna cervicale si distorcono con facilità, agisci adesso. Ti saranno necessari sia controllo posturale che esercitazioni terapeutiche.

HAI MAL DI SCHIENA? LO HAI AVUTO NEL PASSATO?

Scopri di che tipo di mal di schiena soffri.

“Il mal di schiena è il disastro della medicina del 20° secolo, abbiamo mandato esseri umani sulla luna, esplorato il genoma umano, ma non siamo riusciti a ridurre né il numero di persone che soffrono di questa sintomatologia, né la spesa sanitaria necessaria ad aiutarli.”
E’ la frase che apre il libro del dr. Gordon Waddell: The back pain revolution; è un’affermazione forte e che soprattutto fa riflettere. Fa riflettere perchè, nonostante tecnologie sempre più sofisticate, non si riesce a comprendere appieno da dove scaturisca la sintomatologia: sarà il disco? Saranno le faccette?
Saranno le articolazioni sacro-iliache? Saranno le articolazioni sacro-iliache accessorie (ho da poco appreso della loro esistenza)? Sarà il muscolo piriforme?
La domanda che si sta ponendo una parte degli studiosi è la seguente: è veramente necessario indagare con esami sempre più sofisticati, che hanno falsi positivi dell’ordine del 30%, che sono costosi? E’ meglio verificare preliminarmente i seguenti punti:
Vi sono controindicazioni?
Il paziente può essere classificato all’interno di categorie più ampie, denominate: “sindromi”?
Si possono lasciare esami più sofisticati per quei pazienti che non migliorano?
Uno degli esponenti di questa corrente di pensiero (e non da poco tempo), è Robin McKenzie: fisioterapista neo zelandese. Sin dal 1980 ha proposto una classificazione pensata sul meccanismo di produzione della sintomatologia, al fine di predisporre il trattamento da proporre a quel paziente. Esiste in Italia un istituto che ha formato nella metodologia di diagnosi e terapia meccanica secondo McKenzie, circa 2000 fisioterapisti e medici.
Io ho cercato di rendere vivibile questa classificazione, con un questionario, per ciascuno dei lettori. Se necessiti di una valutazione da parte di un professionista, contatta The McKenzie Institute Italia, via Spontini 3, Milano, tel. 02 29536191 – 02 29536191, www.mckenzie-italia.com.
Classificare è il primo momento per poi mettere a punto un programma di trattamento individualizzato.

QUESTIONARIO PER SAPERNE DI PIÙ SULLA TUA SCHIENA

  1. Vi sono momenti durante la giornata, movimenti che effettui o posizioni che assumi, in cui i sintomi scompaiono lentamente, anche solo per pochi minuti?
  2. La parte interna delle cosce, i genitali, il perineo, sono privi di sintomi?
  3. La funzionalità della vescica (frequenza, capacità di avvertire lo stimolo della minzione) è rimasta immutata? Controlli lo stimolo?
  4. Il riposo notturno dà sollievo ai tuoi sintomi?
  5. Hai più di 15 anni?
  6. Puoi escludere di aver avuto, nei giorni immediatamente precedenti all’insorgenza dei tuoi sintomi, un trauma sulla tua colonna vertebrale?
  7. Puoi escludere di aver provato la sensazione di non riuscire a controllare adeguatamente le gambe tanto da cadere o rischiare di cadere?

Nel caso in cui tu risponda negativamente a una di queste domande, consulta subito il tuo medico.

DI CHE SINDROME DI MAL DI SCHIENA SOFFRI?

N.B. questo test NON vuole fornirvi una diagnosi medica, ma verificare la probabilità che avete di appartenere ad una sindrome o ad un’altra. Se soffrite di mal di schiena per prima cosa necessitate di una visita medica.
Barrare una sola delle risposte, sommare i punti corrispondenti, confrontate la somma ottenuta con i risultati.

1. Quanti anni hai?

  • meno di 30 anni: 1 punto
  • tra 30 e 55 anni: 5 punti
  • più di 55 anni: 4 punti

2. Quando hai i tuoi sintomi, per aiutarti preferisci:

  • mantenere una posizione fissa (ad esempio sdraiarti immobile): 4 punti
  • cambiare frequentemente posizione: 2 punti

3. Come si producono i tuoi sintomi?

  • mentre ti muovi per passare da una posizione all’altra (ad es. alzandoti da seduto, girandoti nel letto, ritornando dritti dopo esserti piegato in avanti): 6 punti
  • quando raggiungi la massima articolarità che ti è consentita (ad es. nel momento in cui, a gambe distese, ti avvicini il più possibile alla punta dei piedi): 4 punti
  • quando mantieni una posizione per un periodo di tempo prolungato: 1 punto

4. Qual è la zona più lontana dalla colonna vertebrale ove avvertite i sintomi?

  • i sintomi sono vicino alla colonna vertebrale sia in zona lombale che dorsale che cervicale: 1 punto
  • zona lombale solamente: 2 punti
  • coscia: 3 punti
  • sotto al ginocchio: 4 punti
  • i sintomi si spostano avvicinandosi ed allontanandosi dalla colonna vertebrale: 5 punti
  • i sintomi coinvolgono anche la zona del perineo o dei genitali o dell’ano: vai direttamente ai risultati

5. Il dolore si accompagna all’impossibilità di effettuare alcuni movimenti o ad un blocco/rigidità della schiena (es. colpo della strega)?

  • sì: 4 punti
  • no: 1 punto

6. Il dolore si modifica come sede e/o si riduce di intensità effettuando dei movimenti o mantenendo certe posizioni con la colonna vertebrale?

  • sì: 2 punti
  • no: vai direttamente ai risultati

7. Se è muoverti che produce i tuoi sintomi, questi vengono prodotti ogni volta che effettui quel movimento?

  • sì: 2 punti
  • no, alle volte me lo produce ed altre no: 4 punti
  • lo stesso movimento può produrre sintomi in zone diverse del mio corpo: 5 punti

8. Se è il mantenere una posizione che produce i tuoi sintomi (ad es. stare seduto, in piedi o sdraiato), i sintomi rimangono dopo che hai cambiato posizione?

  • sì: 5 punti
  • no: 1 punto

9. Se è effettuare uno o più movimenti (ad es. piegarsi in avanti, piegarsi all’indietro, ruotare il busto) che produce i tuoi sintomi, questi rimangono quando ritorni nella posizione di partenza?

  • sì: 5 punti
  • no: 2 punti

10. Tossire o starnutire produce od aumenta i tuoi sintomi?

  • sì: 4 punti
  • no: 1 punto

RISULTATI:
Se hai risposto positivamente alle domande 4f e 6b, consulta al più presto il tuo medico
Punteggio sino a 14: sindrome da postura.
Stai sforzando la tua schiena ma ancora non sono avvenute modificazioni patologiche, aiutala mantenendo posizioni più corrette.
Punteggio tra 14 e 21: sindrome da disfunzione. Hai abusato della tua schiena, questa è guarita, ma non è più elastica come una volta, occorre studiare un piano di esercizi terapeutici per elasticizzarla.
Punteggio maggiore di 21: sindrome da derangement. Le strutture della tua schiena si distorcono con facilità, agisci adesso. Ti saranno necessari sia controllo posturale che esercitazioni terapeutiche.

VALUTAZIONE DELLA COLONNA DORSALE O TORACICA

I problemi dolorosi che originano dalla colonna dorsale rappresentano una piccola percentuale delle problematiche dolorose vertebrali, circa il 2%.
Non è stata prevista quindi una scheda di valutazione propria per quella zona.
Si può comportare nel seguente modo:

  1. se percepisce dolori che sono tra le scapole o che comunque sono al di sopra del polo inferiore della scapola, torni alla valutazione della colonna cervicale
  2. se percepisce dolori che sono sulla colonna vertebrale, al di sotto del polo inferiore della scapola, torni alla valutazione della colonna lombale.

Con la valutazione scoprirà di che sindrome soffre e avrà poi modo, scegliendo la cartella esercizi per la colonna dorsale, di verificare la risposta all’auto trattamento.