La metodologia di diagnosi e terapia meccanica secondo McKenzie
Come il metodo McKenzie può aiutare chi soffre di mal di schiena:
Perché:
valuta individualmente il paziente, al fine di scoprire quale è il meccanismo di produzione del dolore e di
escludere controindicazioni alla terapia meccanica. McKenzie ha evidenziato tre meccanismi di produzione della
sintomatologia: sollecitazione eccessiva di tessuti sani: il paziente soffre di una sindrome da postura stiramento
di tessuti accorciati o contratti: il paziente soffre della sindrome da disfunzione disturbo della posizione di
riposo delle articolazioni: il paziente soffre della sindrome da derangement il trattamento è diverso per ogni
paziente e relativo alla diagnosi meccanica raggiunta. Il trattamento è soprattutto un auto trattamento,
comprendente correzioni posturali ed esercizi specifici per quel paziente. Scopo della terapia è in primo luogo
risolvere l’episodio in corso ma, soprattutto impedire le recidive.
La prevenzione quindi non è un’appendice della terapia, ma il vero fine da raggiungere.
Quindi:
analisi individuale
trattamento (auto trattamento), in relazione alla sindrome del paziente
prevenzione di episodi futuri come scopo più elevato della terapia.
Ci sono anche metodi fai da te?
Non lo so, il metodo McKenzie enfatizza l’auto trattamento dopo la diagnosi meccanica
Ci sono pratiche per prevenire il mal di schiena?
Per McKenzie tre sono i fattori predisponenti al mal di schiena:
posizione seduta scorretta prevalenza della flessione.
La limitata capacità di piegarsi all’indietro, estendendo la colonna.
Occorre tener conto di questi tre fattori, per prevenire la possibilità di altri episodi.
La posizione seduta: (ciascuno mentre avanza nella lettura pensi a quante ore ci sta ogni giorno) è una
posizione che, se mantenuta a lungo, pone la colonna vertebrale in posizione arrotondata, annullando la
lordosi fisiologica Questo determina delle distorsioni nelle strutture della colonna vertebrale.
Come agire per prevenire? la cosa migliore è quella di stare seduti diritti, mantenendo la lordosi fisiologica,
mantenendo cioè, anche in posizione seduta, quella curvatura nella parte bassa della schiena che si ha in
posizione eretta.
Se seduti su una sedia fornita di schienale, la cosa migliore è quella di utilizzare un rotolo lombare
McKenzie. E' un cuscino cilindrico da collocare all'altezza della vita che dà una spinta meccanica per
mantenere nella schiena la lordosi fisiologica.
Diverso è il discorso per quelle volte in cui si è seduti senza schienale: per mantenersi seduti corrett,i
occorre allenare la consapevolezza posturale. Bisogna essere in grado di percepire quando la schiena smette
di essere nella posizione corretta. Esiste un semplice esercizio per raggiungere questa consapevolezza.
ATTENZIONE: Prenditi cura della tua schiena nella posizione seduta, stai seduto dritto utilizzando
il rotolo lombare Comunque alzati ogni 30 minuti e sgranchisciti!
Prevalenza della flessione, limitata capacità di piegarsi all’indietro, estendendo la colonna
È impossibile non flettersi durante la nostra vita. Stare a lungo in una posizione flessa può però creare
delle distorsioni dolorose. La prevalenza della flessione determina una ridotta capacità di piegarsi all’indietro,
estendendo la colonna.
La schiena si fa più rigida... è il primo passo verso il dolore.
Che cosa si può fare? Piegarsi all'indietro. Lo si può fare in modo progressivo seguendo i seguenti passi:
mettersi sdraiati in posizione prona da proni sistemati in appoggio sui gomiti utilizzando le braccia effettuare,
ripetuti piegamenti all'indietro. Iniziando lentamente ed in progressione cercare di raggiungere la massima
escursione possibile di movimento se, durante la giornata, non si ha la possibilità di mettersi sdraiati, ci si
può piegare all'indietro in stazione eretta.
Effettuare questi movimenti serve a mantenere la schiena elastica ed a bilanciare le distorsioni che avvengono
nella schiena, in relazione ai continui movimenti di flessione in avanti che si effettuano durante una normale
giornata: da quando ci si china sul lavandino al mattino per lavarsi la faccia a quando, la sera, ci si china
per togliersi scarpe e calze e mettersi a letto.
ATTENZIONE: Prenditi cura della tua schiena con movimenti specifici: mattina e sera mettiti in posizione
prona ed effettua 10 ripetizioni dell’esercizio di estensione da sdraiato. Se durante la giornata sei costretto
a posizioni in flessione prolungata:
interrompile!
piegati più volte all’indietro nella posizione eretta.
Ricorda che la riduzione veloce della capacità di piegarti all’indietro è l’anticamera di un nuovo episodio di dolore.
Se prenderti cura della tua schiena nel modo qui prospettato non ti aiuta a stare lontano da nuovi episodi di dolore,
hai bisogno di un fisioterapista o di un medico competente di problemi meccanici della colonna. Con lui metterai a
punto il programma di esercizi e di correzioni posturali a te più adatto per prevenire ulteriori episodi.
DI QUALE MALE AL COLLO SOFFRI?
Da tanto soffri di “cervicale”, i dolori vanno e vengono, ma ti sembra che, da un po’ di tempo a questa parte
vengano più facilmente e se ne vadano più lentamente. Hai letto tanto a riguardo ma non ne hai tratto
soddisfazione, soprattutto perché non riesci a capire a fondo la causa dei tuoi dolori; perché mi vengono?
A volte ti stupisci anche quando se ne vanno, perché ti sembra che scompaiano indipendentemente dalle cure che fai.
Il tuo è un problema molto diffuso. In tutto il mondo.
Nel caso in cui il dolore non si possa attribuire ad un trauma improvviso (come il cosiddetto “colpo di frusta”),
le cause del dolore sono da ricercare nelle errate posizioni che tutti i giorni ognuno di noi assume, costringendo
la colonna vertebrale a posizioni innaturali.
Il dolore nasce quando l’articolazione che unisce due vertebre è in una posizione che stira eccessivamente i tessuti
molli circostanti. Molto spesso, l’eccessivo stiramento può essere causato semplicemente da posizioni sbagliate.
Le posture scorrette sottopongono il collo a una tensione non grave (meno brusca rispetto ad un trauma improvviso),
ma prolungata nel tempo. La reazione del nostro corpo a queste posture è la produzione di dolore, la cosiddetta
cervicalgia (dolore al collo).
Dal collo poi, il dolore si può irradiare alla parte superiore di entrambe le spalle o alle scapole, oppure può
proseguire fino al gomito, al polso e alla mano, provocando formicolii e intorpidimento. In alcune persone può
provocare dolore al capo. Lo spostarsi del dolore o dei sintomi lontano dalla colonna vertebrale, da dove originano,
è significativo di un peggioramento.
Prova a compilare l’ “Auto test del tuo collo” per verificare quale può il meccanismo che sta alla base del tuo dolore.
Vai nel Area Mal di collo autotrattamento saranno evidenziate le attenzioni posturali e gli esercizi da svolgere per prenderti
cura del tuo collo.
- Vi sono momenti durante la giornata, movimenti o posizioni che assumi, che fanno scomparire completamente il dolore, anche solo per pochi minuti?
- Puoi escludere di produrti formicolii alle mani e/o alle gambe, se fletti la colonna cervicale, ad esempio guardando in basso?
- Puoi escludere di soffrire di vertigini, senza avere male al collo?
- Il riposo notturno dà sollievo ai tuoi sintomi?
- Hai più di 15 anni?
- Puoi escludere di aver avuto, nei giorni immediatamente precedenti all’insorgenza dei tuoi sintomi, un trauma alla tua colonna?
- Puoi escludere di aver provato la sensazione di non riuscire a comandare adeguatamente le gambe, che si muovono a scatti (cammino in coordinato - spastico)?
Nel caso in cui tu risponda negativamente a una di queste domande, consulta subito il tuo medico
CHE SINDROME DA MAL DI COLLO SOFFRI?
N.B. questo test NON vuole fornirvi una diagnosi medica, ma verificare la probabilità che avete di appartenere ad una sindrome o ad un'altra. Se soffrite di mal di collo per
prima cosa necessitate di una visita medica.
Barrare una sola delle risposte, sommare i punti corrispondenti, confrontate la somma ottenuta con i risultati.
- Quanti anni hai?
- meno di 30 anni, 1 punto
- tra 30 e 55 anni, 5 punti
- più di 55 anni, 4 punti
- Quando hai dolore, per aiutarti preferisci:
- mantenere una posizione fissa (ad esempio sdraiarti immobile): punti 4
- cambiare frequentemente posizione: 2 punti
- Come si produce il dolore?
- mentre muovete il collo (ad es. mentre alzate la testa dal cuscino, mentre sollevate la testa dopo aver guardato in basso) 6 punti
- quando raggiungete la massima articolarità che è consentita (ad es. quando siete, parcheggiando l’auto, alla massima rotazione), 4 punti
- quando mantenete una posizione per un periodo di tempo prolungato (ad es. stando seduti al computer), 1 punto
- Quale è la zona più lontana dalla colonna vertebrale ove avvertite i sintomi?
- i sintomi sono vicino alla colonna e compaiono sia in zona cervicale che toracica che lombare, 1 punto
- zona cervicale solamente, 2 punti
- zona cervicale che si irradiano ma non al di sotto del gomito, 3 punti
- zona cervicale che si irradiano al di sotto del gomito, 4 punti
- i sintomi si spostano avvicinandosi ed allontanandosi dalla colonna vertebrale, 5 punti
- i sintomi coinvolgono solo il cranio, è presente nausea e/o vertigini, senza che il collo faccia male, vai direttamente ai risultati
- Il dolore si accompagna all'impossibilità ad effettuare alcuni movimenti o ad un blocco/rigidità della cervicale?
- Il dolore si modifica come sede e/o si riduce di intensità effettuando dei movimenti o mantenendo certe posizioni con la colonna cervicale?
- sì, punti 2
- no, vai direttamente ai risultati
- Se vi sono dei movimenti che producono il vostro dolore, il dolore viene prodotto ogni volta che effettuate quel movimento?
- sì, punti 2
- no, alle volte me lo produce ed altre no, punti 4
- alle volte lo produce in zone diverse del mio corpo, punti 5
- Se è il mantenere una posizione che vi produce dolore (ad es. stare seduto, in piedi o sdraiato), il dolore rimane dopo che avete cambiato posizione?
- Se è effettuare uno o più movimenti (ad es. guardare in basso, guardare in alto, ruotare la testa) che vi produce dolore, questo rimane quando ritornate in posizione di partenza?
- Tossire o starnutire produce od aumenta i tuoi dolori o sintomi?
RISULTATI:
Se hai risposto positivamente alle domande 4f e 6b, consulta al più presto il tuo medico
Punteggio sino a 14: sindrome da postura.
Stai sforzando la tua colonna cervicale ma ancora non sono avvenute modificazioni patologiche,
aiutala stando ben attento alla sua postura, cerca di condurre una vita meno sedentaria.
Punteggio tra 14 e 21: sindrome da disfunzione.
Hai abusato della tua colonna cervicale, questa è guarita, ma non è più forte come una volta,
occorre studiare un piano di esercizi terapeutici per rinforzarla. Inizia usando l’esercizio
che ti produce il dolore quando arrivi alla fine del movimento, il dolore dovrebbe sciogliersi
in due settimane di esercitazioni. Ricorda che una colonna meno abile a resistere alle sollecitazioni,
deve essere aiutata mantenendola in una posizione corretta.
Punteggio maggiore di 21: sindrome da derangement.
Le strutture della tua colonna cervicale si distorcono con facilità, agisci adesso. Ti saranno
necessari sia controllo posturale che esercitazioni terapeutiche.
HAI MAL DI SCHIENA? LO HAI AVUTO NEL PASSATO? SCOPRI DI CHE TIPO DI MAL DI SCHIENA SOFFRI.
"Il mal di schiena è il disastro della medicina del 20° secolo, abbiamo mandato esseri umani sulla luna,
esplorato il genoma umano, ma non siamo riusciti a ridurre né il numero di persone che soffrono di questa
sintomatologia, né la spesa sanitaria necessaria ad aiutarli."
E’ la frase che apre il libro del dr. Gordon Waddell: The back pain revolution; è un'affermazione forte e
che soprattutto fa riflettere. Fa riflettere perchè, nonostante tecnologie sempre più sofisticate, non si
riesce a comprendere appieno da dove scaturisca la sintomatologia: sarà il disco? Saranno le faccette?
Saranno le articolazioni sacro-iliache? Saranno le articolazioni sacro-iliache accessorie (ho da poco appreso
della loro esistenza)? Sarà il muscolo piriforme?
La domanda che si sta ponendo una parte degli studiosi è la seguente: è veramente necessario indagare con
esami sempre più sofisticati, che hanno falsi positivi dell'ordine del 30%, che sono costosi? E’ meglio
verificare preliminarmente i seguenti punti:
Vi sono controindicazioni?
Il paziente può essere classificato all'interno di categorie più ampie, denominate: "sindromi"?
Si possono lasciare esami più sofisticati per quei pazienti che non migliorano?
Uno degli esponenti di questa corrente di pensiero (e non da poco tempo), è Robin McKenzie: fisioterapista
neo zelandese. Sin dal 1980 ha proposto una classificazione pensata sul meccanismo di produzione della
sintomatologia, al fine di predisporre il trattamento da proporre a quel paziente. Esiste in Italia un
istituto che ha formato nella metodologia di diagnosi e terapia meccanica secondo McKenzie, circa 2000
fisioterapisti e medici.
Io ho cercato di rendere vivibile questa classificazione, con un questionario, per ciascuno dei lettori.
Se necessiti di una valutazione da parte di un professionista, contatta The McKenzie Institute Italia,
via Spontini 3, Milano, tel. 02 29536191 - 02 29536191, www.mckenzie-italia.com.
Classificare è il primo momento per poi mettere a punto un programma di trattamento individualizzato.
QUESTIONARIO PER SAPERNE DI PIU’ SULLA TUA SCHIENA
- Vi sono momenti durante la giornata, movimenti che effettui o posizioni che assumi, in cui i sintomi scompaiono completamente, anche solo per pochi minuti?
- La parte interna delle cosce, i genitali, il perineo, sono privi di sintomi?
- La funzionalità della vescica (frequenza, capacità di avvertire lo stimolo della minzione) è rimasta immutata? Controlli lo stimolo?
- Il riposo notturno dà sollievo ai tuoi sintomi?
- Hai più di 15 anni?
- Puoi escludere di aver avuto, nei giorni immediatamente precedenti all’insorgenza dei tuoi sintomi, un trauma sulla tua colonna?
- Puoi escludere di aver provato la sensazione di non riuscire a controllare adeguatamente le gambe tanto da cadere o rischiare di cadere?
Nel caso in cui tu risponda negativamente a una di queste domande, consulta subito il tuo medico.
DI CHE SINDROME DA MAL DI SCHIENA SOFFRI?
N.B. questo test NON vuole fornirvi una diagnosi medica, ma verificare la probabilità che avete di
appartenere ad una sindrome o ad un'altra. Se soffrite di mal di schiena per prima cosa necessitate di una visita medica.
Barrare una sola delle risposte, sommare i punti corrispondenti, confrontate la somma ottenuta con i risultati.
- Quanti anni hai?
- meno di 30 anni, 1 punto
- tra 30 e 55 anni, 5 punti
- più di 55 anni, 4 punti
- Quando hai i tuoi sintomi, per aiutarti preferisci:
- mantenere una posizione fissa (ad esempio sdraiarti immobile): punti 4
- cambiare frequentemente posizione: 2 punti
- Come si producono i tuoi sintomi?
- mentre ti muovi per passare da una posizione ad un’altra (ad es. alzandoti da seduoi, girandoti nel letto, ritornando dritti dopo esserti piegato in avanti), 6 punti
- quando raggiungi la massima articolarità che ti è consentita (ad es. nel momento in cui, a gambe distese, ti avvicini il più possibile alla punta dei piedi), 4 punti
- quando mantieni una posizione per un periodo di tempo prolungato, 1 punto
- Quale è la zona più lontana dalla colonna vertebrale ove avvertite i sintomi?
- i sintomi sono vicino alla colonna sia in zona lombare che dorsale che cervicale, 1 punto
- zona lombare solamente, 2 punti
- coscia, 3 punti
- sotto al ginocchio, 4 punti
- i sintomi si spostano avvicinandosi ed allontanandosi dalla colonna vertebrale, 5 punti
- i sintomi coinvolgono anche la zona del perineo o dei genitali o dell’ano, vai direttamente ai risultati
- Il dolore si accompagna all'impossibilità ad effettuare alcuni movimenti o ad un blocco / rigidità della schiena (es. colpo della strega)?
- Il dolore si modifica come sede e/o si riduce di intensità effettuando dei movimenti o mantenendo certe posizioni con la colonna?
- Sì: punti 2
- No, vai direttamente ai risultati
- Se è muoverti che produce i tuoi sintomi, questi vengono prodotti ogni volta che effettui quel movimento?
- Sì: punti 2
- No, alle volte me lo produce ed altre no, punti 4
- lo stesso movimento può produrre sintomi in zone diverse del mio corpo, punti 5
- Se è mantenere una posizione che produce i tuoi sintomi (ad es. stare seduto, in piedi o sdraiato), i sintomi rimangono dopo che hai cambiato posizione?
- Se è effettuare uno o più movimenti (ad es. piegarsi in avanti, piegarsi all’indietro, ruotare il busto) che produce i tuoi sintomi, questi rimangono quando ritorni nella posizione di partenza?
- Tossire o starnutire produce od aumenta i tuoi sintomi?
RISULTATI:
Se hai risposto positivamente alle domande 4f e 6b, consulta al più presto il tuo medico
Punteggio sino a 14: sindrome da postura.
Stai sforzando la tua schiena ma ancora non sono avvenute modificazioni patologiche, aiutala
mantenendo posizioni più corrette.
Punteggio tra 14 e 21: sindrome da disfunzione.
Hai abusato della tua schiena, questa è guarita, ma non è più elastica come una volta, occorre
studiare un piano di esercizi terapeutici per elasticizzarla.
Punteggio maggiore di 21: sindrome da derangement.
Le strutture della tua schiena si distorcono con facilità, agisci adesso. Ti saranno necessari
sia controllo posturale che esercitazioni terapeutiche.
VALUTAZIONE DELLA COLONNA DORSALE O TORACICA
I problemi dolorosi che originano dalla colonna dorsale rappresentano una piccola
percentuale delle problematiche dolorose vertebrali, circa il 2%.
Non è stata prevista quindi una scheda di valutazione propria per quella zona.
Si può comportare nel seguente modo:
- se percepisce dolori che sono tra le scapole o che comunque sono al di sopra del polo inferiore della scapola, torni alla valutazione della colonna cervicale;
- se percepisce dolori che sono sulla colonna dorsale, al di sotto del polo inferiore della scapola, torni alla valutazione della colonna lombare.
Con la valutazione scoprirà di che sindrome soffre e avrà poi modo, scegliendo la
cartella esercizi per la colonna dorsale, di verificare la risposta all'auto trattamento.
MAL DI COLLO AUTOTRATTAMENTO
MALE AL COLLO, CHE ESERCIZI FARE?
CONTROLLO DELLA POSTURA ED ESERCIZI PER IL COLLO
Nel metodo McKenzie, il primo scopo dell’attenzione posturale e degli esercizi è
l’eliminazione del dolore e il recupero dei normali movimenti del collo per l’episodio
in corso. Lo scopo più ambizioso è quello di fornire un programma di esercizi di auto
trattamento che il paziente deve eseguire per evitare di ricadere nel dolore.
Sono esercizi molto semplici, che possono essere eseguiti tranquillamente sul posto
di lavoro o a casa propria.
FASE 1: ELIMINARE IL DOLORE E RIPRISTINARE LA FUNZIONALITA’ PER L’EPISODIO IN CORSO
Le attenzioni posturali:
Il controllo della posizione del collo è la condizione indispensabile per aiutarsi con il
dolore, poiché quasi sempre il dolore insorge quando assumiamo posizioni non fisiologiche.
La posizione corretta del collo comporta che sia ben centrato sulle spalle sia in senso
antero – posteriore che latero – laterale.
Stai ben dritto quindi, sia quando cammini che quando sei seduto che quando dormi.
Se la sedia sulla quale sei seduto non è ergonomica e ti fa perdere la lordosi lombare,
permettendoti di afflosciarti e portare la testa in avanti, utilizza un rotolo lombare
originale McKenzie. Con il rotolo riuscirai a stare più dritto
Se stai a lungo con la testa inclinata lateralmente (ad esempio per tenere la cornetta
del telefono), o ruotata (ad es. per guardare il video del computer), non sei nella
posizione corretta. Esistono dei supporti da applicare alla cornetta del telefono per
permettere di sorreggerla tenendo la testa più dritta. Se hai una posizione di lavoro
che ti costringe in una postura scorretta del collo, cerca di modificarla: alza lo
schermo, ponilo di fronte a te o procurati una sedia girevole per porti tu di fronte
allo schermo.
Se ti alzi al mattino con il collo già dolorante e sei andato a letto senza dolore,
controlla se la posizione del collo durante la notte è quella corretta: dritta!
Se non lo è alza o abbassa il cuscino e poi inserisci nella federa il rotolo cervicale
McKenzie.
N.B.: se hai così tanto dolore da non riuscire a fare alcun esercizio, sii
estremamente serio nel mantenere il collo nella posizione corretta, anche solo questa
attenzione ti aiuterà, permettendoti poi in breve tempo, di fare anche gli esercizi.
Gli esercizi che vedrai qui scritti tranne forse l’esercizio n.1, li hai eseguiti tante
volte per muovere in senso generale il collo. Prova a verificare se ti aiutano per il dolore.
Esercizio 1: retrazione
E’ l’esercizio mediante il quale poniamo la nostra colonna cervicale nella posizione
opposta rispetto alla posizione nella quale la manteniamo la gran parte del giorno.
Serve a bilanciare le sollecitazioni posturali negative.
Seduti su una sedia o su uno sgabello, guardare dritto davanti a sé, rilassandosi
completamente. Senza spostare in alto od in basso il mento, portare la testa il più
possibile indietro, aiutandosi anche con una spinta delle mani.
Mantenere questa posizione per 1-2 secondi, poi ritornare in posizione di rilassamento.
E’ necessario eseguire una serie di 10 movimenti, 6 o 8 volte al giorno: nell’arco di
una normale giornata, si dovrà quindi eseguire una serie ogni 2 ore circa.
Esercizio 2: retrazione-estensione
E’ la progressione dell’esercizio precedente: se hai eseguito l’esercizio n. 1 per qualche
giorno senza risultato, puoi passare a questo per valutare gli effetti sul dolore. La
capacità della colonna di raggiungere una buona estensione, è una delle caratteristiche
di un collo non dolente.
Questo esercizio deve sempre essere eseguito partendo dalla posizione di retrazione (esercizio 1).
Dalla posizione di retrazione, estendete la colonna cervicale come se doveste guardare il soffitto,
portandola indietro il più possibile. Poi eseguire piccole rotazioni a destra e a sinistra,
sempre tenendo la testa piegata all'indietro.
Dopo aver eseguito 5 o 6 rotazioni, tornare alla posizione iniziale.
Eseguire 10 movimenti 6-8 volte nel corso della giornata.
Se il dolore è forte e non cambia con gli esercizi 1 e 2
Esercizio 3: retrazione da supini
Sdraiarsi supini su un letto senza il cuscino, con lo sguardo rivolto verso il soffitto.
Spingere la testa indietro, verso il materasso, tenendo sempre abbassato il mento e
continuando a guardare il soffitto.
Mantenere questa posizione per 1-2 secondi, poi tornare alla posizione di rilassamento.
Anche in questo caso, eseguire una serie di 10 movimenti 6-8 volte durante una giornata
(una serie ogni 2 ore circa).
Se il dolore è unilaterale o asimmetrico e non cambia con gli esercizi 1, 2, 3
Esercizio 4: flessione laterale
Seduti su una sedia, piegare il collo lateralmente, portando la testa verso il lato più
doloroso, portando l’orecchio verso la spalla, senza ruotare il capo.
Durante il movimento, la testa deve rimanere in retrazione, cioè con il mento il più possibile indietro.
Ci si può anche aiutare con la mano, ponendola sul capo e tirando lentamente verso il lato più doloroso.
Mantenere questa posizione per 1 – 2 secondi, poi tornare alla posizione di partenza. Eseguire una serie
di 10 flessioni laterali 6-8 volte nell’arco di una giornata, una ogni 2 ore.
Esercizio 5: rotazione
Seduti su una sedia, ruotate la testa verso il lato più doloroso.
Durante il movimento, la testa deve rimanere in retrazione, cioè con il mento il più possibile indietro.
Ci si può anche aiutare con la mano, ponendola sul mento aiutando la rotazione.
Mantenere questa posizione per 1 – 2 secondi, poi tornare alla posizione di partenza.
Eseguire una serie di 10 rotazioni, 6-8 volte nell’arco di una giornata, una ogni 2 ore.
aiutandosi anche, se necessario, con le mani.
N.B.: quando il dolore ritorna centralmente sul collo, ritorna agli esercizi 1 e 2.
FASE 2: PROFILASSI
Questa fase inizia quando il dolore è scomparso o si riesce a tenerlo sotto controllo con
pochi esercizi. Per non dilapidare quanto raggiunto con le attenzioni posturali e gli esercizi
fatti sino ad ora, occorre continuare ad avere cura del proprio collo.
Insisti con le attenzioni posturali, riduci al minimo (10 ripetizioni al mattino, 10 alla sera;
se serve di più) l’ultimo esercizio che hai utilizzato per abolire il dolore.
Molti pazienti smettono di prendersi cura del proprio collo al cessare del dolore, è un errore.
Non esiste una vaccinazione dai dolori ma, come per l’uso dello spazzolino, un’igiene posturale
da portare avanti nel tempo.
MAL DI SCHIENA AUTOTRATTAMENTO
COME GESTIRE LA TUA SINDROME LOMBARE
Nell'articolo precedente ho cercato di mettere a punto un test per farti comprendere di che
tipo di mal di schiena soffri, ovverosia con che complesso di sintomi (dolore ed altro) e
segni (modificazioni della postura, limitazioni di articolarità etc.) si manifesta il tuo
problema. Questo è il punto di partenza essenziale per cercare di incidere sulla causa della
tua sofferenza. Persone diverse infatti, possono avere eguale localizzazione della
sintomatologia, ma non appartenere alla stessa sindrome. Il trattamento è diverso per ogni
sindrome ed è soprattutto auto trattamento. Prova, guidato da queste pagine, a modificare
la tua sintomatologia. Nell’eventualità che tu non ci riesca, valuta l’opportunità di effettuare
una valutazione ed una serie di sedute con un fisioterapista o medico qualificato nella
metodologia McKenzie.
Gli obiettivi da porti sono due:
risolvere l’episodio doloroso in corso
mettere a punto un programma di igiene vertebrale che ti permetta di evitare le recidive.
Vediamo ora come agire per affrontare il dolore dell’episodio in corso, sindrome per sindrome.
Sindrome da postura:
ciò che determina la tua sintomatologia è lo stiramento prolungato dei tessuti molli vicino
alla colonna vertebrale, determinato dal mantenere posture scorrette o rilassate. Il dolore
si manifesta solamente vicino alla colonna e scompare cambiando posizione. Non vi è nessuna
patologia. Scopo del trattamento: mantenere la colonna vertebrale in posizione corretta.
Quale è la postura corretta per la colonna lombare?
Quando sei in piedi la colonna lombare assume una naturale curvatura a concavità posteriore,
detta lordosi. La lordosi, poiché ripartisce le sollecitazioni su tutte le strutture che
compongono la colonna, è la posizione fisiologica e quindi corretta. E’ molto difficile da
mantenere soprattutto quando ci si siede.
Tendi infatti, come tutti, a sederti non in fondo alla sedia ed a scivolare in avanti con le
natiche, arrotondando poi la schiena per appoggiarti allo schienale stesso. Questa posizione
determina la perdita della lordosi fisiologica. Come agire? la cosa migliore è quella di
prevenire lo stiramento prolungato dei tessuti, stando seduto in modo corretto. Se stai
seduto su una sedia fornita di schienale, siediti in modo da appoggiare la parte bassa della
schiena allo schienale e utilizza il rotolo lombare McKenzie (vedi figura 3.11 e 3.12). E' un
rotolo che posizioni all'altezza della vita e fornisce la spinta meccanica alla schiena per
mantenere la lordosi fisiologica.
Diverso è il discorso quando stai seduto senza schienale: per mantenerti seduto diritto occorre
ri-allenare la consapevolezza posturale, la capacità di percepire quando la schiena non è più
nella posizione corretta (perdita della lordosi). Puoi raggiungere questa consapevolezza con
l'esercizio: procedura scorretta - ipercorretta (Vedi figura n. 3.8, 3.9, 3.10). Allenandoti
a mantenere la posizione corretta otterrai anche altri risultati, oltre a quello di non produrti
la sindrome da postura: allenerai la muscolatura che ti permette di mantenere la posizione,
ti prenderai cura della tua schiene effettuando il primo momento della profilassi, evitando di
sollecitare la tua schiena negativamente a lungo nel tempo. Curarti della tua postura, specialmente
quella che assumi da seduto ti servirà come base di gestione anche nel trattamento delle altre sindromi.
Sindrome da disfunzione:
in questa sindrome la sintomatologia si produce solamente con l’esecuzione del movimento, nel momento
in cui raggiungi la massima ampiezza. Il sintomo si produce in quel momento, ogni volta che raggiungi
quell’ampiezza e non resta nel momento in cui ti sposti da quella posizione. Non ci sono sintomi
raggiungendo o tornando dalla massima ampiezza. Facciamo un esempio: soffri e il tuo dolore si produce
solamente quando ti pieghi in avanti e raggiungi la massima ampiezza del movimento, sempre. Come ti
sposti da quel punto il dolore scompare.
E’ come se esistesse un freno nella tua schiena, che non ti permette di ampliare come vorresti i
movimenti. Scopo del trattamento: allungare le strutture accorciate.
Per fare questo devi ripetere dieci volte il movimento che ti produce la sintomatologia
(nell’esempio il piegamento avanti), per cinque serie al giorno, alle seguenti condizioni:
ogni volta che esegui l’esercizio devi produrti un poco di dolore (altrimenti non serve) il
dolore non deve rimanere né alla fine della serie, né alla fine della giornata (altrimenti hai
fatto troppo, non dando tempo sufficiente alle strutture accorciate per rimodellarsi)
non si deve produrre dolore mentre raggiungi o ritorni dalla massima ampiezza (nell’esempio
magari tornando in posizione eretta dopo esserti piegato avanti)
qualsiasi sia il movimento che esegui per allungare le tue strutture contratte, non deve
determinare una riduzione delle tue capacità di movimento nelle altre direzioni (nell’esempio
flettere non deve ridurre l’articolarità in estensione o flessione laterale).
Metti in cantiere 6 settimane di allenamento.
Ricordati che, poiché questa sindrome si produce anche perché non siamo attenti alla nostra
postura, star seduto in modo corretto è una parte importante del trattamento.
Sindrome da derangement:
Avviene una modificazione nei tessuti molli della colonna ed il dolore si può manifestare sia con
il movimento, che mantenendo una posizione. Il sintomo può rimanere anche quando modifichi la tua
posizione o torni in posizione di partenza dopo un movimento. Il dolore, partendo dalla zona lombare,
può allontanarsi dalla colonna, sino al di sotto del ginocchio.
Il cambiamento di localizzazione dei sintomi, che vengono percepiti in zone mano a mano più lontane
dalla colonna vertebrale, significa un peggioramento della distorsione di alcune strutture vertebrali.
può accadere che tu faccia qualcosa ed inizi ad avere dolore lombare, poi man mano che la giornata va
avanti il dolore si modifichi di localizzazione. Se la sintomatologia si allontana dalla colonna, la
schiena ti sta dicendo che quella posizione o i movimenti che hai effettuato, sono negativi poiché
incrementano la distorsione, ne è prova l’allontanarsi dei sintomi dalla colonna vertebrale; questo
fenomeno viene denominato periferalizzazione. Il ridursi della distorsione determina l’avvicinarsi
della sintomatologia alla colonna: i sintomi centralizzano (Vedi fig. 4.0).
Spesso accade che, dopo essere stati seduti, la schiena non si raddrizzi con la consueta scioltezza
ma sembra essere diventata più rigida ed il dolore, passando da seduto alla stazione eretta, aumenti.
Qualcosa si è distorto nella colonna ed ha difficoltà a ritornare nella sua posizione originale.
Il colpo della strega non è altro che la manifestazione dell'assoluta incapacità da parte delle
strutture distorte, di ritornare nella loro posizione fisiologica, impedendo così alla colonna di
raddrizzarsi. Poiché la distorsione origina presumibilmente dal non aver tenuto la schiena nella
sua posizione fisiologica (mantenendo la lordosi lombare fisiologica) o dall’aver fatto uno sforzo
piegandoti in avanti, agisci in questo modo:
1. cerca di ripristinare da seduto la tua lordosi lombare, utilizzando il rotolo lombare;
2. piega ripetutamente la tua schiena all’indietro: così come ti viene naturale farlo, per rilassare
la schiena dopo un viaggio in macchina o dopo essere stato piegati in avanti a lungo.
Fallo in modo progressivo: mettiti sdraiato prono (esercizio 1 del libro)
da proni sistemati in appoggio sui gomiti (esercizio 2)
utilizzando le braccia effettua, come nella figura, ripetuti piegamenti all'indietro. Inizia lentamente
e cerca di raggiungere in progressione la massima escursione possibile di movimento (esercizio 3).
Effettua almeno dieci ripetizioni ad intervallo di due ore durante il giorno se, durante la giornata,
non hai la possibilità di metterti sdraiato, puoi piegarti all'indietro in stazione eretta (esercizio 4).
Effettuare questi movimenti serve a far ritornare elasticità alla tua schiena, riducendo le distorsioni.
Ogni volta che il dolore si produce, mettiti sdraiato prono ed effettua la progressione; ricorda di
muovere la colonna non irrigidendola cercando, come un movimento di stretching, di ampliarne l’articolarità.
Se avverti una diminuzione del dolore lontano dalla colonna, procedi con le ripetizioni dell’esercizio,
anche se sta incrementando il dolore più vicino al centro della colonna: sta avvenendo la centralizzazione
della sintomatologia. Se viceversa, il dolore aumenta o si produce più lontano dalla colonna, smetti
l’esercizio ed agisci solo mantenendo la tua normale lordosi. Le attenzioni alla postura seduta e gli esercizi,
hanno lo scopo di accelerare la risoluzione dell’episodio doloroso in corso; nel caso in cui questo scopo non
venga raggiunto, o se la tua sintomatologia è recidivante (eventualità che affligge molte persone che soffrono
di dolori vertebrali); necessiti di essere valutato e seguito durante l’auto trattamento. Interpella l'autore
dell'articolo.
Ricorda però che nessuno ti può aiutare se tu non ti aiuti con un auto trattamento mirato, a scopo di profilassi,
anche dopo la risoluzione dell’episodio in corso. Appunto di profilassi si parlerà nel terzo articolo di questa serie.
N.B.: il numero delle illustrazioni è riferito al libro: Prenditi cura della tua schiena di Robin McKenzie.
MAL DI TESTA AUTOTRATTAMENTO
LA SINDROME DA MAL DI TESTA CERVICALE SECONDO MCKENZIE
Robin McKenzie è un fisioterapista Neo zelandese, noto a livello internazionale per il contributo che
ha saputo fornire alla diagnosi ed al trattamento delle sindromi meccaniche vertebrali.
Anche il mal di testa può avere come sua possibile causa un disturbo meccanico delle strutture della
colonna cervicale. Per disturbi meccanici si intendono quei disturbi che si producono, si modificano o
si aboliscono in relazione ai movimenti ed alle posizioni che facciamo assumere alla nostra colonna
cervicale durante la vita di tutti i giorni.
Occorre subito precisare che, benchè il mal di testa sia uno dei principali motivi di visita al medico,
ancora non è stata fatta completa chiarezza sulle cause della produzione del dolore; tra queste ve ne
sono alcune, quali: processi espansivi (tumori), artrite temporale, meningite, glaucoma acuto, emorragia
subaracnoidea, che vanno escluse prima di poter analizzare le altre cause.
Una volta che, con il medico, sono state escluse le cause di mal di testa elencate in precedenza, possiamo
cercare di capire se è possibile escludere che i sintomi siano provenienti da alterazioni meccaniche
della colonna cervicale.
Questo scritto non ha nessuna pretesa di effettuare una diagnosi (che è di competenza medica), semplicemente
di aiutare a comprendere un poco di più riguardo alla genesi del mal di testa.
Prima di andare avanti a leggere l'articolo ed a provare esercizi e correzioni posturali, devo informare di
non effettuare alcuno degli esercizi se: i problemi sono conseguenti ad un trauma in concomitanza al dolore
sono anche presenti sintomi quali: vertigine, tinnito, nausea, disfagia, disartria, diplopia, perdita di
controllo del corpo senza perdita di coscienza.
In questi casi è necessario approfondirne le cause prima di effettuare qualsiasi trattamento meccanico
(movimenti e posizioni).
Origini e cause del mal di testa ad origine cervicale:
La vera causa è incerta, vengono descritti: sollecitazioni posturali, contratture, problemi legati al
disco intervertebrale dei segmenti sottostanti (il primo disco intervertebrale è tra C2 e C3),
malposizionamento al di sopra di C2.
Segni e sintomi:
Di solito il dolore è avvertito alla base ell'occipite e nell'area circostante, può estendersi alle
zone temporali e frontali, meno frequentemente a livello del viso e delle orbite. Di solito è simmetrico
nella zona occipitale, più frequentemente unilaterale nelle altre zone. A volte alcuni pazienti riferiscono
che il loro mal di testa è comparso insieme ad altri sintomi che coinvolgono la zona cervicale, quella
delle spalle o addirittura le braccia. Quest ultimo fatto non ci fa sicuramente escludere la partenza
cervicale della sintomatologia.
Allo stessso modo non siamo in grado di escludere la natura meccanica del problema quando il paziente
ci riferisce che, in seguito a movimenti ripetuti od a posizioni mantenute, si produce o varia la
localizzazione o l'intensità del dolore. Tali modificazioni generalmente permangono.
Un'altra caratteristica del mal di testa è che è intermittente (ci sono momenti durante la giornata
od interi periodi di tempo in cui non è presente) e che è quasi sempre condizionato dalla postura,
raramente dai movimenti. Il mal di testa è comunemente provocato da tensione statica prolungata in
una posizione di completa escursione articolare. E' un poco quanto avviene quando si effettua il
seguente esperimento: piegate un dito all’indietro (come mostrato nella fig. 2.6 del libro Prendersi
cura della propria schiena), fino a che non sentite tirare. Se mantenete il dito in questa posizione
per un poco, avvertirete solo un senso di fastidio ma se lo manterrete per un tempo sufficientemente
lungo, si produrrà dolore. Molti pazienti riferiscono che la loro postura provocativa è la posizione
seduta prolungata, particolarmente durante la guida ed il lavoro alla scrivania. Probabimente il fattore
provocativo è il mantenimento della colonna cervicale in protrusione (vedi figura 3.1 a pag. 23 del
libro Prendersi cura del proprio collo). In tale posizione scorretta le strutture della colonna cervicale
si distorcono e possono dar luogo a dolore. E' raro che il paziente metta il mal di testa in relazione
con la postura scorretta.
D'ora in poi è necessario porci maggior attenzione: è venuto mal di testa, in che posizione ero quando
l'ho avvertito? In che posizione ero nei momenti precedenti? Spesso, anche se dolenti, i pazienti non
manifestano alcuna limitazione nei movimenti della colonna cervicale. Altri pazienti invece riferiscono
di svegliarsi al mattino con un mal di testa (senza aver ecceduto in piaceri la sera prima), per questi
pazienti con ogni probabilità è la postura che assumono durante la notte a determnare i sintomi. Se a
questo punto non hai escluso che questo possa capitare anche a te, non puoi escludere che il mal di
testa sia ad origine meccanica cervicale.
Che cosa fare?
McKenzie è noto internazionalmente per l'enfasi che pone nell'autotrattamento del paziente. Benchè
lo stesso McKenzie riconosca che nel mal di testa non si riescano ad ottenere gli stessi risultati
dei problemi algici originati in altre zone della colonna vertebrale, ecco alcuni dei suoi suggerimenti:
-
se il tuo mal di testa si produce nella posizione seduta, devi stare seduto corretto. Questa posizione
(vedi figura 3.3 a pag. 26 del libro del collo) è influenzata dalla posizione della zona lombare della colonna.
Se si sta seduti in un divano, spaparanzati davanti alla Tv, la nostra zona lombare si pone in flessione o
cifosi. In questa posizione non si può correggere la posizione della colonna cervicale, riportando la
testa sopra le spalle. Se noi invece ci poniamo in una posizione seduta rispettosa della naturale
curvatura fisiologica della nostra zona lombare (si chiama lordosi), ecco che riusciremo a riportare
anche la testa in una posizione più corretta. Per mantenere questa posizione è necessario utilizzare
un rotolo lombare McKenzie (vedi fig. 3.4 a pag.27 del libro del collo). Cerca di interiorizzare questa
posizione per poter verificare se, anche se siedi senza rotolo o in una sedia sennza schienale, sei in
grado di mantenerla. Lo so che è difficile da mantenere ma no scoraggiarti, insisti per 2 settimane
prima di trarre delle conclusioni;
-
se non risolvi il sintomo con la sola correzione della postura, inizia a fare anche i seguenti esercizi:
retrazione della testa (vedi fig.4.2 e 4.3 a pag. 43 libro collo), 10 ripetizioni ogni due ore o più
frequentemente. Se è necessario, per modificare il mal di testa, progredisci con:
retrazione della testa con sovrapressione (fig. 4.4 pag. 43 libro collo), con le medesime modalità di
applicazione. Se dopo due o tre giorni il miglioramento è consistente, non è necessario aggiungere
altro. Se il miglioramento ottenuto con i precedenti esercizi si mantiene per poco tempo, progredisci con:
flessione con sovrapressione (vedi fig. 4.22 e 4.23 a pag. 55 del libro collo). Effettua 10 ripetizioni
dell'esercizio ogni due ore, ritornando ogni volta nella posizione dritta del capo. Ricordati però di
far seguire agli esercizi in flessione, a scopo preventivo, 3 o 4 esercizi di estensione cervicale
nella posizione seduta (vedi fig.4.5 4.6, 4.7 a pag.45 libro collo).
se il tuo mal di testa è solo mattutino e la tua posizione di riposo è quella supina o sul fianco,
allora occorre utilizzare un rotolo cervicale McKenzie (vedi fig. 3.10, 3.11, 3.11a a pag. 34 libro collo).
Se dopo due settimane di autotrattamento i tuoi sintomi non si sono modificati, o non sono ad origine
meccanica o necessiti della guida e del parere di una persona qualificata McKenzie, interpella l'autore
dell'articolo. Cessa gli esercizi e consulta personale esperto anche se ti accorgi che il dolore incrementa,
se si allontana dalla colonna vertebrale (ad esempio il mal di testa all'inizio era solo in zona occipitale,
mentre ora lo avverti anche sul cranio od al viso, oppure prima avevi solo dolore occipitale e cervicale,
ora hai dolore anche nella zona delle spalle), se ti sembra che, in relazionne aagli esercizi, stiano
avvenendo manifestazioni sintomatiche che prima non avvertivi.
COLONNA DORSALE O TORACICA AUTOTRATTAMENTO
CONTROLLO DELLA POSTURA ED ESERCIZI PER LA COLONNA DORSALE
Nel metodo di Diagnosi e Terapia Meccanica, il primo scopo dell’attenzione posturale e degli
esercizi è l’eliminazione del dolore e il recupero dei normali movimenti del dorso per
l’episodio in corso. Lo scopo più ambizioso è quello di fornire un programma di esercizi
di auto trattamento che il paziente deve eseguire per evitare di ricadere nel dolore.
Sono esercizi molto semplici, che possono essere eseguiti tranquillamente sul posto di
lavoro o a casa propria.
FASE 1: FASE 1: ELIMINARE IL DOLORE E RIPRISTINARE LA FUNZIONALITA’ PER L’EPISODIO IN CORSO
Le attenzioni posturali:
Il controllo della posizione della colonna dorsale è la condizione indispensabile per aiutarsi
con il dolore, poiché quasi sempre il dolore insorge quando assumiamo posizioni non fisiologiche.
La posizione corretta della dorsale comporta che si contrasti l'eccessivo dorso curvo.
Stai ben dritto quindi, sia quando cammini che quando sei seduto che quando dormi.
Se la sedia sulla quale sei seduto non è ergonomica e ti fa perdere la lordosi lombare, permettendoti
di afflosciarti e portare di curvare eccessivamente il dorso, utilizza un rotolo lombare originale
McKenzie. Con il rotolo riuscirai a stare più dritto.
Se stai a lungo ruotato con il tronco (ad es. per guardare il video del computer), non sei nella
posizione corretta. Se hai una posizione di lavoro che ti costringe in una postura scorretta della
dorsale, cerca di modificarla: alza lo schermo, ponilo di fronte a te o procurati una sedia girevole
per porti tu di fronte allo schermo.
Se ti alzi al mattino con il dorso già dolorante e sei andato a letto senza dolore, controlla se per
caso il materasso che utilizzi non sia troppo duro, la zona dorsale infatti è di per sé curva e un
materasso eccessivamente duro non le permette di rilassarsi durante la notte.
N.B.: se hai così tanto dolore da non riuscire a fare alcun esercizio, sii estremamente
serio nel mantenere la zona dorsale nella posizione corretta, anche solo questa attenzione ti aiuterà,
permettendoti poi in breve tempo, di fare anche gli esercizi
Esercizio per un dolore dorsale, tra le scapole in alto
E’ l’esercizio mediante il quale poniamo la nostra colonna dorsale nella posizione opposta rispetto
alla posizione nella quale la manteniamo la gran parte del giorno. Serve a bilanciare le sollecitazioni
posturali negative.
Seduti su una sedia o su uno sgabello, guardare dritto davanti a sé, rilassandosi completamente.
Senza spostare in alto od in basso il mento, portare la testa il più possibile indietro, aiutandosi
anche con una spinta delle mani., cercando nel frattempo di portare il petto in avanti.
Mantenere questa posizione per 1-2 secondi, poi ritornare in posizione di rilassamento.
E’ necessario eseguire una serie di 10 movimenti, 6 o 8 volte al giorno: nell’arco di una normale
giornata, si dovrà quindi eseguire una serie ogni 2 ore circa.
Esercizio per un dolore dorsale, tra le scapole in basso
Seduti su una sedia, staccati dallo schienale, intrecciate le dita dietro la nuca, unendo poi i
gomiti tra loro di fronte al viso.
Da quella posizione, senza sovraccaricare la colonna lombare, inclinate indietro la schiena:
“come se voleste raddrizzare la colonna lombare".
Eseguire 10 movimenti 6-8 volte nel corso della giornata.
Esercizio per un dolore dorsale al di sotto delle scapole
Mettiti in posizione prona, con le mani a lato del viso, utilizzando le braccia effettua
ripetuti piegamenti all'indietro. Inizia lentamente e cerca di raggiungere in progressione
la massima escursione possibile di movimento.
Effettua almeno dieci ripetizioni ad intervallo di due ore durante il giorno
Se il dolore è unilaterale o asimmetrico e non è cambiato con l'esercizio precedente, esegui l'esercizio che segue
Da seduto ben dritto, intrecci le mani tra loro alzando i gomiti all'altezza delle spalle. Ruoti il busto
verso il lato dolente.
Anche in questo caso, eseguire una serie di 10 movimenti 6-8 volte durante una giornata (una serie ogni 2 ore circa).
FASE 2: PROFILASSI
Questa fase inizia quando il dolore è scomparso o si riesce a tenerlo sotto controllo con pochi esercizi.
Per non dilapidare quanto raggiunto con le attenzioni posturali e gli esercizi fatti sino ad ora, occorre
continuare ad avere cura del proprio collo.
Insisti con le attenzioni posturali, riduci al minimo (10 ripetizioni al mattino, 10 alla sera; se serve
di più) l’ultimo esercizio che hai utilizzato per abolire il dolore.
Molti pazienti smettono di prendersi cura del proprio dorso al cessare del dolore, è un errore. Non esiste
una vaccinazione dai dolori ma, come per l’uso dello spazzolino, un’igiene posturale da portare avanti nel tempo.
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